Lista Civica • Comune di Calimera • Elezioni 2026
Giuseppe Mattei — Candidato Sindaco
Questo programma è nato ascoltando. 408 rispondenti, incontri con le associazioni, gruppi di lavoro tematici. Non è un elenco di promesse: è la sintesi di ciò che Calimera ha bisogno.
Come lavoriamo
Benvenuti
Non sono un politico di professione. Sono una persona di questo paese, che conosce le sue strade, le sue famiglie, le sue difficoltà e le sue risorse meglio di qualsiasi programma scritto in una stanza.
Ho accettato di candidarmi a sindaco di Calimera perché penso che governare bene non sia questione di promesse più grandi. È questione di metodo.
Presenza. Ascolto. Concretezza.
Tre parole che non sono slogan: sono il modo con cui intendo governare, e il modo con cui questa lista intende amministrare.
Calimera non ha bisogno di essere reinventata. Ha bisogno di essere governata, ogni giorno, con serietà, senza spettacolo.
«Ci siamo. Ogni giorno.»
Giuseppe Mattei — Candidato Sindaco · Calimera al Centro
Giuseppe Mattei
Candidato Sindaco
Il Sindaco e la lista sono presenti ogni giorno — non solo durante la campagna elettorale. Il "Sindaco nei quartieri" è un appuntamento fisso, senza prenotazione.
Le decisioni vengono dopo aver sentito — non prima. L'ascolto non è un rituale: è il metodo. Calimera Ascolta ha coinvolto 408 cittadini prima di scrivere una proposta.
Ogni proposta ha una scadenza, un responsabile e un indicatore misurabile. Nessuna promessa senza copertura. Il Rapporto di Mandato annuale terrà i conti aperti.
Il Documento
Otto pagine che sintetizzano cinque pilastri, diciassette impegni verificabili entro i primi 100 giorni e una visione chiara per Calimera 2026–2031. Leggilo subito o scaricalo per approfondire con calma.
La Lista
Le persone che hanno scelto di metterci la faccia. Calimera al Centro è una lista civica — non un partito — costruita attorno a competenze, storie e voglia di fare.
Il Programma
Ogni impegno è accompagnato da un orizzonte temporale, una fonte di finanziamento identificata e un indicatore con cui i cittadini possono misurare i risultati.
«Non chiediamo fiducia cieca. Chiediamo la possibilità di dimostrare — con i fatti, ogni giorno — che governare bene è possibile. Anche a Calimera. Soprattutto a Calimera.»
— Giuseppe Mattei, Candidato Sindaco
Il Programma
Cinque aree tematiche costruite a partire dalle priorità emerse dall'ascolto della comunità. Clicca su ogni pilastro per leggere il programma completo.
Manutenzione quotidiana, rigenerazione urbana, mobilità dolce, zona PIP e infrastrutture.
Leggi il programmaServizi alle famiglie, assistenza agli anziani, inclusione e disabilità, sportello di prossimità.
Leggi il programmaLavoro, imprenditoria giovanile, commercio locale, formazione e competenze.
Leggi il programmaLingua grika, sport, associazioni, partecipazione civica e trasparenza.
Leggi il programmaKALICER, energia pulita, tutela del territorio, biodiversità. Sostenibilità e visione.
Leggi il programmaDocumenti di approfondimento
Tre documenti tematici che approfondiscono le proposte del programma. Clicca per leggere il testo completo.
KALICER, tutela del territorio, anti-speculazione energetica, aree boschive e transizione green per i prossimi cinque anni.
Leggi l'approfondimentoLingua grika, Festival dei Lampioni, patrimonio identitario, turismo esperienziale e sistema associativo calimerese.
Leggi l'approfondimentoAssistenza domiciliare, servizi per anziani, disabilità, famiglie e giovani fragili: la cura come metodo di governo.
Leggi l'approfondimentoCittadini coinvolti nel questionario Calimera Ascolta
Pilastri programmatici nati dall'ascolto della comunità
Risposte per l'assistenza domiciliare, priorità assoluta
Il mandato che vogliamo rendicontare ogni anno in assemblea
Il Candidato Sindaco
Un candidato che ha scelto di ascoltare prima di proporre. Che ha costruito un programma partendo dalle parole dei calimeresi, non dalle proprie preferenze. Che si impegna a rendere conto — pubblicamente, ogni anno.
«Le scelte di oggi sono il paese di domani.»
Presenza, ascolto e concretezza non sono valori scritti su una brochure: sono il metodo con cui si intende governare ogni giorno, non solo durante la campagna elettorale.
«Ci siamo. Ogni giorno.» — Giuseppe Mattei, Candidato Sindaco
Questo programma non nasce da una stanza. È nato dalle strade, dalle conversazioni di quartiere, dagli incontri con le associazioni di categoria, le realtà sportive e culturali, il mondo del volontariato. È nato, soprattutto, dalle risposte di 408 cittadini di Calimera che hanno partecipato al questionario Calimera Ascolta — uno strumento costruito non per raccogliere consenso, ma per capire quali siano i bisogni reali, le priorità concrete, le aspettative genuine di chi vive ogni giorno in questo paese.
Il metodo con cui questo programma è stato costruito è già, di per sé, una dichiarazione politica. In un tempo in cui le liste si presentano spesso con programmi redatti in anticipo, da adattare al contesto a posteriori, Calimera al Centro ha scelto il percorso inverso: prima l'ascolto, poi la proposta. Prima la domanda, poi la risposta. I gruppi di lavoro tematici hanno riunito persone con competenze ed esperienze diverse, che si sono sedute attorno a un tavolo con un mandato preciso: non validare scelte già fatte, ma contribuire a costruirle. Questo ha richiesto tempo, pazienza e la disponibilità a rimettere in discussione le ipotesi di partenza. Il risultato è un documento che non appartiene a un singolo — appartiene a una comunità.
La nostra visione per Calimera si articola in quattro aggettivi: un paese curato, equo, capace di futuro e attento al proprio territorio. Non sono slogan: sono coordinate verificabili, a cui corrispondono cinque pilastri programmatici con azioni identificabili, scadenze precise e responsabili nominati. Il Rapporto di Mandato annuale, presentato in assemblea pubblica aperta, è il meccanismo con cui la comunità potrà esercitare il suo diritto di verifica. Non chiediamo fiducia cieca: chiediamo la possibilità di dimostrare — con i fatti, ogni giorno — che governare bene è possibile a Calimera.
«Calimera curata è Calimera amata»
La cura degli spazi pubblici non è una voce di bilancio secondaria: è un atto politico primario. Quando le strade sono dissestate, quando l'illuminazione è intermittente, quando le segnalazioni dei cittadini scompaiono nel vuoto senza risposta, il messaggio istituzionale è inequivocabile: chi abita questo territorio non è una priorità. Invertire questa percezione — e soprattutto questa realtà — è il primo compito di un'amministrazione che si definisce presente. Calimera merita una manutenzione ordinaria e sistematica, non interventi emergenziali dettati dalla visibilità del problema. La logica della cura sostituisce definitivamente la logica dell'urgenza.
Questo pilastro abbraccia la dimensione fisica del governo del territorio nella sua interezza: dalla manutenzione quotidiana alla rigenerazione urbana, dalla mobilità dolce allo sviluppo della zona produttiva. Non si tratta di interventi separati — sono facce diverse di un unico ragionamento: il territorio fisico è la condizione abilitante per ogni altro investimento sul futuro di Calimera.
Manutenzione e decoro urbano
La manutenzione urbana ordinaria sarà garantita attraverso la Squadra Manutenzione 365, un presidio operativo permanente dedicato agli interventi su strade, buche e marciapiedi con tempi di risposta definiti contrattualmente: 24 ore per le segnalazioni urgenti, 48 ore per quelle ordinarie. Il piano di lavoro settimanale sarà pubblico, aggiornato mensilmente e consultabile da tutti i cittadini. La logica non è reattiva — è preventiva: un'amministrazione che conosce il proprio patrimonio, lo monitora con regolarità e interviene prima che il deterioramento diventi emergenza.
Il Cruscotto del Cittadino sarà il portale digitale attraverso cui ogni residente potrà segnalare un problema e ricevere risposta garantita con esito tracciabile. Non un modulo che scompare nel vuoto: un sistema in cui ogni segnalazione genera un numero di protocollo, un responsabile nominato e una risposta entro i tempi prefissati — anche quando quella risposta comunica un'impossibilità di intervento immediato. Dirlo chiaramente è già rispetto. Parallelamente, sarà completato il potenziamento dell'illuminazione pubblica nelle zone critiche e negli accessi alle scuole, e sarà pubblicato entro i primi 100 giorni di mandato un censimento completo di tutte le opere incompiute sul territorio, con cronoprogramma vincolante e responsabile nominato per ciascuna.
Rigenerazione urbana e centro storico
Il Piano Urbanistico Generale è il documento che fissa le regole del gioco per il territorio di Calimera nei prossimi decenni. Il fatto che sia fermo da anni non è un problema tecnico: è una scelta politica, o meglio, l'assenza di una scelta politica. La nuova amministrazione si impegna a completarlo e ad approvarlo definitivamente entro i primi 24 mesi di mandato, attraverso un percorso di trasparenza condiviso con la comunità: incontri pubblici aperti a tutti, comunicazione accessibile sullo stato dell'iter, nessuna decisione presa nelle stanze chiuse.
Sul fronte della rigenerazione del costruito, sarà aperto uno Sportello Rigenerazione, un punto di accompagnamento tecnico gratuito per i privati che intendono ristrutturare con l'utilizzo degli incentivi regionali ed europei. Troppo spesso la complessità burocratica scoraggia chi vorrebbe intervenire sul proprio immobile: una figura dedicata che guida nel percorso vale quanto una riduzione fiscale. Saranno inoltre introdotte agevolazioni fiscali comunali — su IMU, TARI e oneri di urbanizzazione — per chi sceglie di ristrutturare e abitare nel centro storico, con l'obiettivo esplicito di invertire il processo di spopolamento del tessuto edilizio storico e di valorizzarne la coerenza architettonica attraverso un Piano Colori e Materiali condiviso.
Mobilità dolce, verde e qualità dello spazio pubblico
Calimera ha un patrimonio verde che molti paesi vicini ci invidiano. Il Triangolo Verde — La Mandra, San Vito, il Museo di Storia Naturale — sono tre luoghi straordinari che oggi non comunicano tra loro, poco segnalati e non pienamente fruibili. Realizzeremo percorsi ciclabili e pedonali sicuri verso il Museo, San Vito e le scuole, con progettazione partecipata che coinvolga residenti e famiglie. Il Triangolo Verde sarà connesso da un percorso naturalistico e culturale segnalato, illuminato a basso impatto ambientale, attrezzato con panchine e punti informativi. Calimera come paese che si vive e si percorre a piedi, non solo in automobile.
La Villa Comunale e le aree gioco saranno riqualificate con standard di manutenzione garantiti nel tempo attraverso calendario fisso di interventi. Le criticità strutturali dell'area La Mandra saranno affrontate con un piano definito e verificabile pubblicamente. Per il cimitero comunale sarà predisposto un piano di priorità di intervento entro il primo anno di mandato, che includa loculi, percorsi, accessibilità e aree verdi.
Zona PIP e infrastrutture produttive
La zona PIP è il simbolo più evidente di un'incompiutezza strutturale che frena le imprese esistenti e scoraggia i nuovi insediamenti. Le infrastrutture mancanti — gas, fogne, fibra ottica ultra-veloce — saranno completate con un cronoprogramma vincolante, responsabili nominati e scadenze rese pubbliche entro i primi 100 giorni. Non un impegno generico: date precise, nomi precisi, risultati misurabili. La fibra ultra-veloce già presente diventerà un asset competitivo comunicato sistematicamente per attrarre aziende tecnologiche e professionisti digitali, e sarà realizzato uno spazio di coworking civico connesso alla zona industriale per startup, freelance e lavoratori da remoto.
KALICER — la Comunità Energetica Rinnovabile dei calimeresi — nasce dalla medesima convinzione: le infrastrutture del territorio devono produrre benefici per il territorio. Cittadini e imprese diventeranno soci di una cooperativa che produce energia pulita sulle coperture della zona PIP e degli edifici pubblici, distribuendo i benefici come sconto in bolletta. Il surplus degli utili alimenterà un Fondo Solidarietà Energetica per le famiglie in difficoltà: l'energia dei calimeresi per i calimeresi. L'avvio formale dell'iter è tra gli impegni verificabili dei primi 100 giorni di mandato.
«Nessuno resta indietro»
Il Comune non è una burocrazia da attraversare: è un presidio di cura. Questa non è una formula retorica — è una dichiarazione di metodo che comporta conseguenze organizzative precise. Un'istituzione che si pone come presidio di cura non aspetta la segnalazione: intercetta il bisogno. Non si limita a ricevere la domanda: accompagna la persona fino alla risposta. Non misura la propria efficacia nel numero di pratiche evase, ma nel numero di persone che hanno ricevuto ciò di cui avevano bisogno. La politica si misura da come tratta chi è più vulnerabile — ed è su questo terreno che la nuova amministrazione intende essere giudicata.
I dati del questionario Calimera Ascolta parlano con una chiarezza che non lascia margini di interpretazione: 241 cittadini su 408 hanno indicato l'assistenza domiciliare come la priorità più urgente. Non il secondo o il terzo posto: il primo. Questo pilastro parte da quel dato e lo prende sul serio nella sua interezza.
Anziani e servizi domiciliari
A Calimera vivono circa 700 persone tra i 75 e i 100 anni. Sono numeri che descrivono una realtà demografica specifica, con bisogni specifici, che richiedono risposte specifiche — non politiche generiche trasferite da altri contesti. Il Servizio di Assistenza Domiciliare sarà potenziato in termini di ore garantite, numero di operatori impiegati e continuità nel rapporto con le famiglie. La priorità assoluta sarà accordata alle situazioni di non autosufficienza grave e alle persone che vivono sole, verificando sistematicamente che Calimera utilizzi al massimo le risorse disponibili attraverso il Piano Sociale di Zona e il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza.
Il sistema di telesoccorso per gli anziani soli sarà riattivato: è già predisposto sul piano tecnico e richiede una decisione amministrativa, non un investimento da zero. Sarà istituito uno Sportello Anziani con numero telefonico dedicato, orari certi e una persona responsabile identificata. Il trasporto sociale per visite mediche, farmacia e commissioni ordinarie sarà attivato come servizio strutturale. La Farmacia Comunale sarà valorizzata come presidio di salute diffuso: screening gratuiti periodici, consegna farmaci a domicilio, informazione sulle agevolazioni e le esenzioni disponibili per categoria di utenza.
Famiglie, minori e servizi educativi
Se una famiglia non può organizzare la propria vita lavorativa perché non c'è un servizio di pre e post-scuola affidabile, quella famiglia è costretta a scegliere tra due soluzioni entrambe sbagliate: rinunciare al lavoro, o andarsene. Il pre e post-scuola diventerà un servizio strutturale garantito — non un progetto rinnovato di anno in anno sull'onda dei finanziamenti regionali disponibili — con orari calibrati sulle reali esigenze lavorative dei genitori e con attività educative nel pomeriggio, non solo di custodia. Sarà attivato un registro pubblico certificato di babysitter e badanti, con formazione obbligatoria, verifica dei requisiti e uno sportello di connessione tra domanda e offerta. Saranno introdotti voucher sport e cultura per bambini e ragazzi basati sull'ISEE, perché nessun minore sia escluso per ragioni economiche dalle attività locali.
Disabilità e inclusione sociale
Le persone con disabilità e le loro famiglie navigano spesso da sole in un labirinto burocratico senza una mappa e senza una guida. Calimera non dispone attualmente di un Garante per le disabilità, di un Registro Comunale delle persone con disabilità, né di uno Sportello dedicato. Prima ancora di parlare di servizi, il Comune deve dotarsi degli strumenti conoscitivi minimi: senza sapere chi ha bisogno e di cosa, qualsiasi politica è cieca. Il Garante sarà nominato entro i primi 100 giorni, con delibera di Giunta; il Registro Comunale sarà istituito come strumento conoscitivo di base; lo Sportello Disabilità aprirà per orientamento su diritti, pratiche, bonus e servizi disponibili.
Sul piano infrastrutturale, sarà avviato un piano progressivo di abbattimento delle barriere architettoniche con priorità ai percorsi verso scuole, uffici comunali, Villa Comunale e Farmacia. Il progetto Dopo di Noi sarà consolidato come servizio permanente per le persone con disabilità intellettiva. Sarà garantito almeno un mezzo comunale accessibile per persone con mobilità ridotta.
Lo Sportello della Disponibilità
Lo Sportello della Disponibilità non è uno sportello aggiuntivo: è una trasformazione profonda del modo in cui il Comune si rapporta con i cittadini in situazione di difficoltà. Un assistente sociale dedicato, presente in luoghi del paese fisicamente raggiungibili e in orari accessibili, con un mandato preciso: non aspettare che il cittadino trovi il coraggio di bussare, ma andare a cercare chi ha bisogno. Ogni richiesta riceverà una risposta entro 48 ore — anche quando quella risposta è negativa, arriverà accompagnata da almeno un'alternativa indicata. Questo è il Metodo Mattei tradotto in protocollo operativo: la prossimità come strumento istituzionale, non come qualità personale del singolo assessore.
«Restare a Calimera deve essere una scelta possibile»
La fuga non è un destino inevitabile. Ma per invertire una tendenza demografica strutturale non bastano gli appelli alle radici, né la nostalgia come argomento politico. I paesi del Mezzogiorno che perdono popolazione non la perdono perché i loro giovani non amano la propria terra: la perdono perché quella terra non offre le condizioni materiali per costruirci una vita. Restare a Calimera deve diventare una scelta concretamente praticabile, sostenuta da strumenti reali: agevolazioni fiscali effettive, infrastrutture per lavorare, accesso alle opportunità esistenti, un'economia locale che funziona e un'amministrazione che si pone come alleata, non come ostacolo.
Questo pilastro è strutturato attorno a tre assi complementari: il lavoro e l'imprenditoria giovanile, il commercio locale e l'attrattività economica, la formazione come leva di competitività. Nessuno dei tre è autonomo: un giovane che apre un'attività ha bisogno di agevolazioni fiscali, ma anche di un contesto economico locale vitale e di competenze aggiornate per operare in un mercato che cambia.
Lavoro, imprenditoria giovanile e incentivi
Un giovane under 35 che voglia aprire una nuova attività a Calimera troverà un sistema di agevolazioni fiscali comunali strutturato: esenzione totale da IMU, TARI e COSAP nel primo anno di attività, con riduzione progressiva fino al quinto. Non si tratta di un sussidio: è un investimento del Comune sul proprio tessuto economico futuro. Lo Sportello Impresa garantirà iter guidato, modulistica chiara e tempi certi di risposta per ogni tipo di pratica. Sarà attivata la Centrale dei Bandi 2.0 — una funzione comunale permanente dedicata al monitoraggio sistematico dei bandi regionali, nazionali ed europei, con newsletter mensile per imprese, associazioni e cittadini. Nessuna opportunità di finanziamento andrà persa per mancanza di attenzione.
Sarà realizzato uno spazio di coworking civico attrezzato per startup, freelance e professionisti, dotato di fibra ultra-veloce e connesso alla zona PIP. Il programma Green Jobs avvierà percorsi di formazione professionale per giovani sulle competenze del mercato energetico in transizione, in raccordo diretto con KALICER. I programmi nazionali e regionali per chi sceglie di restare o tornare nel Mezzogiorno saranno intercettati attivamente, con accompagnamento alle candidature e comunicazione sistematica delle opportunità disponibili.
Commercio locale, artigianato e attrattività
Le categorie economiche di Calimera hanno portato agli incontri di ascolto richieste precise e documentate. Non generiche aspirazioni: problemi concreti con soluzioni identificabili. Il Comune risponde con altrettanta concretezza. Sarà istituita una Cabina di Regia stabile tra Comune, Ali e Acea, con incontri trimestrali a calendario fisso e ordine del giorno pubblico. Sarà avviato il percorso per il Distretto Urbano del Commercio, strumento di programmazione condivisa che consente l'accesso a finanziamenti regionali dedicati e che trasforma la relazione tra Comune e tessuto economico da episodica a strutturale.
Il sito comunale sarà reso uno strumento davvero operativo per le imprese: modulistica scaricabile, recapiti corretti, iter spiegati in linguaggio semplice, vademecum degli obblighi di legge per categoria aggiornato annualmente. Le risorse destinate alla promozione commerciale saranno distribuite sull'intero anno invece di essere concentrate in pochi eventi stagionali. Il turismo enogastronomico sarà sostenuto con mercatini periodici di prodotti locali, filiere corte e degustazioni guidate: Calimera come esperienza da vivere, non solo da attraversare.
Formazione, competenze e orientamento
I corsi di formazione digitale e sull'intelligenza artificiale sono stati proposti agli enti locali della zona per anni. Sono stati sistematicamente ignorati, come documentano le categorie economiche nei loro contributi. Non è una mancanza di risorse: è una mancanza di volontà politica. Calimera al Centro ha ascoltato. Saranno attivati corsi di formazione digitale, intelligenza artificiale e social media marketing con format pratico e modulare — orari serali o nel weekend, non accademici, erogati in collaborazione con le categorie economiche. Saranno organizzati corsi di sicurezza sul lavoro in raccordo con le locali associazioni di categoria e gli enti di formazione accreditati dalla Regione. Sarà avviato un protocollo formale tra Comune, istituti scolastici e imprese del territorio per stage, visite aziendali e orientamento professionale. Saranno garantiti corsi di alfabetizzazione digitale per i cittadini anziani in spazi comunali.
«La forza di Calimera è la sua comunità»
Calimera ha un'identità rara, e rarità è una parola che non andrebbe mai data per scontata. La lingua grika — protetta ai sensi della Legge 482/1999 come minoranza linguistica storica — non è un residuo folkloristico: è un vantaggio competitivo reale nel turismo culturale, un collante comunitario e un elemento di distinzione che nessun altro Comune nel raggio di venti chilometri può vantare. I frantoi ipogei, il Festival dei Piccoli Lettori, la Kranara, il Cinema Elio non sono ricordi del passato da musealizzare: sono risorse vive del presente e leve concrete del futuro.
Ma l'identità senza partecipazione è un monumento. Per questo questo pilastro unisce cultura, sport e governance civica in una visione unitaria: la forza di Calimera non risiede in un singolo patrimonio — risiede nella sua comunità, nelle persone che scelgono di esserci, di contribuire, di tenere vivo ciò che li rende unici.
Identità grika e patrimonio culturale
La lingua grika ha bisogno di essere insegnata, trasmessa e vissuta ogni giorno — non affidata a un progetto annuale soggetto al rinnovo del finanziamento. Saranno garantiti corsi di lingua grika continuativi dalla scuola primaria alla secondaria, formalizzati in un accordo pluriennale tra Comune e Istituto Comprensivo che li sottragga alla precarietà dei cicli di finanziamento. I laboratori di Griko organizzati dalle varie associazioni saranno sostenuti strutturalmente con convenzione pluriennale, spazi garantiti e comunicazione istituzionale. Sarà avviato un Centro di documentazione della lingua e cultura grika: raccolta digitale di testimonianze, vocabolari, registrazioni audio e video delle ultime generazioni di parlanti nativi, prima che quella memoria diventi irrecuperabile.
Il 2026 sarà il 25° anniversario del Festival dei Lampioni: un'occasione unica per costruire un programma di rilevanza regionale che posizioni Calimera in modo definitivo sulla mappa culturale del Salento. Il calendario culturale annuale sarà definito ogni ottobre per l'anno successivo, comunicato pubblicamente e inserito nei circuiti di promozione turistica regionali. Il Festival dei Piccoli Lettori riceverà una programmazione triennale che gli consenta di crescere come riferimento culturale nel territorio. Il Cinema Elio, a sostegno di Kama, sarà aperto come hub culturale vivo: sala prove civica, spazio per proiezioni, incontri e laboratori, punto di aggregazione permanente. La Kranara sarà sostenuta coinvolgendo scuole e realtà locali nella preparazione: la tradizione si trasmette facendola insieme, non descrivendola.
Sport, impianti e inclusione sportiva
Le realtà sportive di Calimera formano atleti, tengono i ragazzi lontano dalla strada, costruiscono identità e senso di appartenenza. Meritano impianti sicuri e un'amministrazione che le tratti come partner, non come richiedenti. La situazione del Palazzetto dello Sport non è rinviabile: è una questione di sicurezza, e come tale sarà trattata. Entro i primi 100 giorni sarà commissionata una perizia tecnica strutturale sul Palestrone con piano di intervento e copertura finanziaria identificata; per il Palazzetto dello Sport l’impegno è per una soluzione definitiva. Il Palestrone sarà riqualificato con progettazione partecipata con le società che lo utilizzano. L'iter per il completamento dello campo Colaci: con la sua riapertura, il calcio amatoriale calimerese potrà finalmente porre fine all’esilio nelle strutture di altri Comuni.
Sarà costituita la Consulta dello Sport entro i primi 100 giorni: tavolo di coordinamento permanente con tutte le realtà sportive del paese, incontri trimestrali, ordine del giorno pubblico. Saranno introdotti voucher sportivi per bambini e ragazzi basati sull'ISEE: lo sport è un diritto, non un privilegio economico. Saranno garantite attività sportive inclusive per anziani e persone con disabilità.
Sistema associativo, partecipazione e trasparenza
Calimera ha un sistema associativo ricco e vitale. Ma le associazioni lavorano spesso in condizioni di precarietà: spazi instabili, risorse distribuite in modo non trasparente, programmazione improvvisata. La Casa Comune delle Associazioni — un bene pubblico assegnato in uso stabile al sistema civico — è la condizione minima per permettere alla vita associativa di organizzarsi, programmare e crescere. Saranno stabiliti criteri pubblici e oggettivi per la distribuzione equa dei contributi: fine dei finanziamenti discrezionali, inizio della trasparenza verificabile. Il calendario condiviso degli eventi sarà definito ogni ottobre in assemblea con tutte le realtà del territorio e pubblicato sul sito comunale.
Calimera Decide è lo strumento attraverso cui la partecipazione civica diventa pratica misurabile: una quota fissa del bilancio annuale destinata a micro-progetti proposti e votati direttamente dai cittadini, online e in presenza, con regole pubbliche e chiare. Il Cruscotto del Cittadino sarà esteso agli open data: appalti, spese comunali, contributi alle associazioni, stato di avanzamento dei lavori pubblici — aggiornati mensilmente, accessibili a tutti. Il Rapporto di Mandato annuale, presentato in assemblea pubblica aperta, è il contratto che l'amministrazione stipula con la comunità: ogni impegno preso ha un indicatore, ogni indicatore ha un responsabile, ogni responsabile risponde pubblicamente.
«L'energia pulita di Calimera resta a Calimera»
La transizione energetica non è un tema da convegno: è già qui, e Calimera si trova nel mezzo di una pressione crescente. Da un lato, la necessità reale — economica, ambientale, sociale — di ridurre i costi energetici, abbattere le emissioni e costruire indipendenza dalle fonti fossili. Dall'altro, il rischio concreto che il territorio agricolo calimerese diventi il parco solare di interessi esterni, con profitti che escono dal paese e impatti che restano. La nostra posizione è netta e non negoziabile: siamo a favore dell'energia pulita, e per questo non siamo disposti a cedere il suolo agricolo a interessi che non appartengono alla comunità calimerese.
KALICER — Comunità Energetica Rinnovabile
KALICER non è una generica proposta di comunità energetica: è un modello cooperativo preciso, con una struttura giuridica identificata, una governance partecipata e un obiettivo sociale concreto. Cittadini e imprese diventano soci di una cooperativa che produce energia pulita sulle coperture della zona PIP e degli edifici pubblici comunali. I benefici sono distribuiti come sconto in bolletta. Il surplus degli utili alimenta un Fondo Solidarietà Energetica per le famiglie che non riescono a pagare i costi energetici: chi produce più del necessario mette il surplus a disposizione di chi ne ha bisogno. Il Comune partecipa attivamente mettendo a disposizione le coperture degli edifici pubblici. L'avvio formale dell'iter è tra gli impegni dei primi 100 giorni. Nella seconda fase (anni 3-5) il modello sarà esteso alle coperture residenziali private.
Sarà aperto lo Sportello Energia, che offrirà consulenza professionale gratuita a cittadini e imprese su bandi, incentivi e iter di efficientamento energetico. Nel primo anno di mandato sarà condotto un audit energetico degli edifici comunali, per identificare le priorità di intervento e ridurre i costi a carico del bilancio pubblico.
Tutela del territorio e biodiversità
Il suolo agricolo, gli uliveti storici, i muretti a secco, le aree boschive: sono identità prima ancora che paesaggio, e vanno presidiati con la stessa cura con cui si presidia ogni altro bene comune. Sarà istituito un gruppo di lavoro permanente di vigilanza anti-speculazione energetica: il suolo agricolo di Calimera non è disponibile per impianti industriali di terzi, e questa posizione sarà difesa con un iter autorizzativo rigoroso, trasparente e pubblicamente verificabile.
Il problema della processionaria del pino rappresenta un rischio sanitario concreto per bambini, animali e persone con allergie nelle aree pubbliche: entro i primi 100 giorni sarà avviato un piano di intervento con rimozione meccanica dei nidi e installazione di collari preventivi nei parchi, nelle scuole e nelle piazze. Sarà avviato un piano di ripristino degli ecosistemi boschivi con piantumazione di specie autoctone, pulizia sistematica del sottobosco e realizzazione di nuovi sentieri sicuri e segnalati, con coinvolgimento delle scuole. Saranno realizzati sistemi di raccolta e riuso delle acque piovane sugli edifici pubblici. La qualità dell'aria in punti sensibili del paese sarà monitorata con strumenti fissi e dati resi pubblici e accessibili in tempo reale.
Presenza. Governare significa essere nel territorio ogni giorno: vedere i problemi con i propri occhi, incontrare i cittadini senza aspettare che vengano loro in Municipio. Il Sindaco nei quartieri — con calendario pubblico e risposta garantita a ogni richiesta ricevuta — è la traduzione operativa di questo principio. La politica non ha orari d'ufficio.
Ascolto. Le decisioni importanti non si prendono da soli. Prima di ogni intervento significativo, saranno attivati confronti reali con chi vive il territorio: consulte tematiche, tavoli aperti, incontri nelle piazze. L'ascolto non è il preambolo decorativo di una scelta già fatta: è la premessa necessaria di ogni scelta responsabile. A metà mandato sarà lanciato Calimera Ascolta 2.0 — il secondo ciclo di ascolto strutturato che aggiorna le priorità alla luce di quanto realizzato.
Concretezza. Ogni proposta di questo programma ha un'azione identificabile, tempi verificabili e una persona responsabile. Niente annunci senza seguito, niente grandi visioni senza piccoli passi quotidiani. Il Rapporto di Mandato annuale, presentato in assemblea pubblica aperta, è il meccanismo di accountability con cui l'amministrazione si misura ogni anno con gli impegni presi.
La fiducia si guadagna nei fatti. I primi cento giorni di mandato sono il momento in cui un'amministrazione dimostra se il programma che ha presentato era una lista di intenzioni o un piano di lavoro reale. Diciassette impegni verificabili, ciascuno con responsabile nominato, scadenza precisa e esito misurabile:
«Le scelte di oggi sono il paese di domani.»
Ci siamo. Ogni giorno. — Calimera al Centro · Giuseppe Mattei Sindaco
⬇ Scarica il Programma PDFQuesto pilastro riguarda il territorio fisico: le strade, gli spazi pubblici, il centro storico, la mobilità e le infrastrutture. È il pilastro della presenza quotidiana — la manutenzione come metodo, la rigenerazione come visione.
Una comunità sana è quella che non lascia nessuno solo. Famiglie, anziani, persone con disabilità, chi attraversa un momento di fragilità: il Comune deve essere un punto di riferimento reale, non una burocrazia inaccessibile.
La fuga non è un destino inevitabile. Restare a Calimera deve essere una scelta — non una resa. Agevolazioni concrete, spazi dove lavorare, accesso alle opportunità, un'economia locale che funziona.
Calimera ha un'identità rara che non va conservata in una teca: va vissuta, trasmessa, abitata ogni giorno. La lingua grika, i frantoi ipogei, il Festival dei Piccoli Lettori: non sono ricordi del passato — sono risorse del presente.
La transizione energetica non è un tema da convegno: è una questione di bollette, di suolo agricolo, di aria che si respira. Calimera è favorevole alle rinnovabili — e per questo non è disposta a lasciare che altri usino il proprio territorio per i propri interessi.
Essere favorevoli all'energia rinnovabile e opporsi alla speculazione energetica sul suolo agricolo non è una contraddizione — è una posizione politicamente precisa e localmente molto sentita. Il fotovoltaico va sui tetti: privati, industriali, edifici comunali. Il suolo agricolo di Calimera non è disponibile per impianti industriali di terzi.
Prendersi cura del territorio non è una scelta elettorale: è una responsabilità civica. Calimera ha boschi, campagne, aree verdi, aria e acqua da tutelare. Ha anche una comunità che può produrre energia pulita, ridurre le bollette e combattere la povertà energetica — non come utopia, ma come progetto concreto. Ambiente ed energia non sono due temi separati: sono le due facce di una stessa scelta politica.
Il quadro normativo è chiaro: gli obiettivi internazionali di decarbonizzazione entro il 2050 e di riduzione delle emissioni di gas serra non sono opzioni, sono vincoli entro cui ogni amministrazione comunale è chiamata a operare. Calimera ha già aderito al Patto dei Sindaci per il Clima e l'Energia, assumendo impegni formali attraverso il PAESC — Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima. Questi impegni vanno onorati con continuità, non abbandonati a ogni cambio di amministrazione.
Sul versante locale, il punto di partenza presenta luci e ombre. Gli edifici comunali non sono ancora efficienti dal punto di vista energetico. L'illuminazione pubblica è solo parzialmente convertita a LED. Non esiste uno sportello di orientamento per cittadini e imprese che vogliano accedere agli incentivi per le rinnovabili. Le aree boschive — uno degli asset ambientali più rari e preziosi del territorio — soffrono di degrado, abbandono e problemi fitosanitari non risolti. Il rischio speculativo legato all'installazione indiscriminata di grandi impianti fotovoltaici su suolo agricolo è reale e richiede vigilanza attiva.
La pressione speculativa sulle campagne salentine è in forte aumento. Calimera deve dotarsi subito di un gruppo di lavoro stabile per monitorare le richieste di autorizzazione a grandi impianti, intervenire nelle sedi competenti con tempestività e difendere il paesaggio agricolo che costituisce parte integrante dell'identità del territorio.
Il PAESC — Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima — è lo strumento di pianificazione locale per la transizione energetica. Il precedente piano va verificato nello stato di attuazione e aggiornato nella parte programmatica. Gli impegni presi con il Patto dei Sindaci non sono opzionali: vanno rendicontati.
La politica ambientale e energetica di questa amministrazione si fonda su tre principi non negoziabili.
La strategia si articola su tre assi strettamente integrati: energia e rinnovabili, tutela ambientale del territorio, educazione e partecipazione.
La transizione energetica di Calimera inizia dall'efficienza — degli edifici comunali, dell'illuminazione pubblica, delle abitudini di consumo — e si sviluppa verso la produzione collettiva e condivisa. Ogni azione in questo ambito deve rispettare il principio guida: favorire le rinnovabili là dove l'impatto ambientale è minimo, e difendere il territorio dall'installazione speculativa di grandi impianti su suolo agricolo.
KALICER — Comunità Energetica Rinnovabile di Calimera
KALICER è il progetto centrale di questo pilastro. I cittadini e le imprese di Calimera si associano per autoprodurre e condividere energia pulita da fonti rinnovabili. Il profitto generato dalla vendita dell'energia in eccesso non viene distribuito ai soci: viene destinato integralmente al contrasto della povertà energetica, affinché ogni calimerese abbia accesso a energia elettrica e acqua calda come diritti essenziali — non come privilegi.
KALICER non è solo un progetto energetico: è un atto politico di redistribuzione. Collega l'innovazione tecnologica alla giustizia sociale, e posiziona Calimera come Comune all'avanguardia nella transizione energetica del Salento.
Calimera ha beni naturali che i paesi vicini ci invidiano: le aree boschive, la campagna, il verde urbano. Tutelarli non è conservatorismo: è intelligenza economica e politica. Un territorio degradato perde attrattività, salute pubblica e identità. Un territorio curato produce benessere, turismo e orgoglio civico.
Nessuna transizione energetica o ambientale regge senza la partecipazione consapevole della comunità. Le scuole, le associazioni e i cittadini non sono destinatari passivi delle politiche ambientali: sono i protagonisti del cambiamento. Il Comune ha il compito di creare le condizioni perché questo protagonismo sia possibile.
Calimera produce energia pulita, protegge il suo territorio e lascia i giovani lavorarci.
Calimera ha un'identità rara che non va conservata in una teca: va vissuta, trasmessa, abitata ogni giorno. La lingua grika, i frantoi ipogei, il Festival dei Piccoli Lettori, la Kranara: non sono ricordi del passato — sono risorse del presente. E una comunità che partecipa alle scelte è una comunità che si sente responsabile del proprio futuro.
Ogni progetto credibile nasce dal riconoscimento della realtà. Il patrimonio culturale di Calimera è straordinario per un paese di queste dimensioni: la lingua grika, i frantoi ipogei, il Festival dei Piccoli Lettori, il Festival dei Lampioni, la Kranara, il Cinema Elio. Ma l'onestà impone di riconoscere anche ciò che non funziona.
Il calendario culturale è gestito anno per anno, senza una regia complessiva. Gli eventi vengono comunicati tardi, riducendo partecipazione e visibilità. Il sostegno alle associazioni è percepito come non trasparente. Il patrimonio materiale — dal Cinema Elio ai frantoi ipogei — rimane sottoutilizzato. La lingua grika sopravvive grazie al volontarismo di pochi, non a un sistema strutturato. Il primo atto politico responsabile è riconoscere questi limiti, non mascherarli, e su questa consapevolezza costruire una strategia fondata su dati, metodo e partecipazione.
L'impegno di acquistare e rendere disponibili i volumi in griko di Vito D. Palumbo non è stato onorato dalla precedente amministrazione. È un debito verso la memoria culturale del paese. Va sanato entro i primi 100 giorni.
La Festa della Kranara fatica a trovare volontari per la preparazione del carbone. Se non si struttura un sistema di supporto al volontariato, uno degli eventi più identitari di Calimera rischia di ridursi o sparire per mancanza di mani.
La cultura non può essere affidata all'estemporaneità. La futura amministrazione si impegnerà a costruire un sistema culturale strutturato, che definirà con chiarezza l'identità e il posizionamento del paese, gli eventi prioritari e il loro calendario, le risorse disponibili e le fonti di finanziamento accessibili, gli indicatori di risultato basati su partecipazione, coinvolgimento associativo e impatto sul territorio.
Non un elenco di eventi, ma una programmazione annuale condivisa — approvata entro ottobre dell'anno precedente, comunicata pubblicamente, integrata con la programmazione regionale in materia di cultura e minoranze linguistiche.
La lingua grika non è folklore: è una risorsa competitiva e un collante comunitario. Va sostenuta con metodo, non lasciata al volontarismo. I laboratori di griko sono già attivi e funzionanti: chiedono continuità di sostegno, non di essere reinventati. La richiesta di corsi continuativi è emersa con forza dal questionario Calimera Ascolta e dagli incontri con le associazioni.
Gli eventi dovranno diventare parte di un disegno complessivo: inseriti in un calendario annuale coerente, orientati alla destagionalizzazione, alla sostenibilità e al coinvolgimento attivo della comunità. Ogni iniziativa dovrà rispondere a una domanda semplice ma decisiva: che tipo di Calimera stiamo raccontando?
Calimera ha un patrimonio culturale che nessun altro paese nel raggio di venti chilometri può vantare. Non è nostalgia: è un vantaggio competitivo reale nel turismo culturale, nell'identità comunitaria, nell'attrattività del paese.
Calimera ha un sistema associativo ricco e vitale. Ma le associazioni lavorano in condizioni di precarietà: spazi instabili, risorse distribuite in modo non trasparente, programmazione improvvisata. La Casa Comune delle Associazioni non è un dono politico: è la condizione minima per permettere alla vita civica di organizzarsi, programmare, crescere. La richiesta è stata unanime in tutti gli incontri.
Calimera non deve inseguire modelli che non le appartengono. La nostra scelta è chiara: posizionare Calimera come porta culturale della Grecìa Salentina, un luogo capace di offrire un'esperienza autentica, lenta e identitaria, complementare ai flussi turistici della costa e della città di Lecce. Non una destinazione da attraversare frettolosamente, ma un paese da vivere, conoscere e comprendere, attraverso la sua cultura, la sua storia e la sua comunità.
Oggi Calimera presenta una presenza turistica episodica e non strutturata, un calendario di eventi spesso scollegati, un patrimonio culturale poco narrato e non sempre fruibile, una mancanza di coordinamento tra pubblico e privato e l'assenza di dati e strumenti di monitoraggio sistematici. Il potenziale è reale: la lingua grika, i frantoi ipogei, le tradizioni popolari, la posizione al centro della Grecìa Salentina. Ma il potenziale non si trasforma in flusso senza una strategia deliberata, un metodo di lavoro e strumenti di programmazione.
La promozione turistica non può essere affidata all'estemporaneità. La futura amministrazione si impegnerà ad adottare un Piano di Sviluppo Turistico Comunale — strumento triennale di programmazione che definirà con chiarezza l'identità e il posizionamento della destinazione, i target turistici realistici, la stagionalità, le priorità e gli indicatori di risultato basati su dati di affluenza, capacità ricettiva e impatto economico locale. Il Piano viene redatto nel primo anno e aggiornato ogni tre anni.
Calimera deve raccontarsi attraverso ciò che la rende unica: cultura e lingua grika, tradizioni religiose e popolari, frantoi ipogei, artigianato, musica, memoria contadina. Questo racconto dovrà tradursi in una narrazione consapevole, sostenuta da strumenti concreti e aggiornati.
L'identità grika di Calimera non si conserva: si vive, si insegna, si trasmette.
Un Comune che si prende cura non è uno slogan: è una postura politica concreta. Significa che un anziano solo non aspetta settimane prima di ricevere aiuto. Che una famiglia in difficoltà trova una porta aperta, non un modulo. Che un ragazzo in disagio non è invisibile. Che una persona con disabilità non deve navigare da sola nei labirinti della burocrazia. La politica si misura da come tratta chi è più vulnerabile — e questa amministrazione sceglie di misurarsi su questo.
Il questionario Calimera Ascolta ha consegnato una gerarchia di priorità inequivocabile. L'assistenza domiciliare per anziani e persone fragili ha ricevuto 241 risposte — il dato più alto di tutto il questionario, in assoluto, su qualsiasi tema. Non è un segnale da interpretare: è una richiesta diretta.
Questionario Calimera Ascolta — Area Welfare (348 rispondenti)
A questi numeri si aggiungono segnalazioni precise emerse dagli incontri con le associazioni: una struttura dei servizi sociali percepita come inadeguata, uno scarso ascolto dei bisogni reali, la mancanza di continuità nei progetti sociali — ogni volta si ricomincia da capo — e imprenditori e famiglie che hanno inviato segnalazioni al Comune senza ricevere risposta.
Le associazioni Elia e Federico e l'associazione Il Dado segnalano una struttura dei servizi sociali inadeguata, assenza di risposta sistematica alle segnalazioni, e mancanza di continuità nei progetti. Non è un problema di risorse: è un problema di metodo. Va cambiato il metodo prima ancora che le strutture.
Il welfare locale non si costruisce con i comunicati stampa. Si costruisce con la risposta garantita, l'accompagnamento reale, la porta aperta. Lo Sportello della Disponibilità non è uno sportello in più: è la trasformazione del modo in cui il Comune si rapporta con i cittadini più in difficoltà.
Non aspetta la segnalazione: intercetta attivamente le situazioni di bisogno attraverso la rete di associazioni, parrocchia, volontari e medici di base. Non si limita ai moduli: accompagna il cittadino dall'identificazione del problema alla soluzione. Risponde sempre: anche quando la risposta è «non possiamo farlo», lo dice chiaramente e indica un'alternativa. Ogni segnalazione riceve risposta entro 48 ore. Questo è il cambio di paradigma.
Lo Sportello della Disponibilità è operativo con apertura minima tre giorni a settimana (con almeno un pomeriggio), gestito da un assistente sociale dedicato affiancato da un volontario formato del CSV o di un'associazione locale. Offre orientamento ai servizi, aiuto nelle pratiche INPS (bonus, ISEE, invalidità, assegno unico), collegamento con ASL e segnalazione ai servizi specializzati.
241 rispondenti hanno indicato l'assistenza domiciliare come prima priorità. Non possiamo permetterci una proposta generica su questo tema. Il potenziamento del SAD non è un desiderio programmatico: è il mandato diretto della comunità calimerese.
Le persone con disabilità e le loro famiglie vivono spesso in una condizione di isolamento e di navigazione solitaria tra burocrazia, servizi frammentati e diritti non comunicati. Il Comune non può risolvere tutto, ma può fare molto: con l'accompagnamento, con la trasparenza, con la presenza.
Il Piano di Zona distrettuale è lo strumento obbligatorio con cui la Regione Puglia cofinanzia i servizi sociali, inclusi quelli per la disabilità. Il Comune deve verificare se sta utilizzando al massimo le risorse disponibili e se partecipa attivamente alla governance dell'ambito territoriale. Fondi non intercettati sono fondi persi.
Nel dibattito locale i giovani appaiono quasi sempre come soggetti economici. Raramente come soggetti fragili che hanno bisogno di protezione, ascolto e spazi sicuri. Ma il disagio adolescenziale esiste anche a Calimera: si chiama dispersione scolastica, isolamento digitale, fragilità psicologica, povertà educativa. Un'amministrazione presente non può ignorarlo.
Le famiglie con figli piccoli non costruiscono la propria vita su un servizio che potrebbe non esserci il settembre successivo. La stabilità strutturale dei servizi all'infanzia è la condizione minima perché una famiglia scelga di restare a Calimera. E la genitorialità ha bisogno di supporto — non solo di servizi di custodia.
Il welfare locale non è fatto solo dal Comune. È un sistema: ASL Lecce, Ambito Territoriale Sociale, Farmacia Comunale, Caritas, CSV Lecce, cooperative sociali, associazioni di prossimità (Elia e Federico, Il Dado), parrocchia, Istituto Comprensivo. Ma la rete non si costruisce da sola: qualcuno deve coordinarla.
Ogni anno il Comune pubblica un Report Welfare con almeno sei indicatori:
Un Comune che si prende cura è un Comune che risponde. Sempre. A ognuno.